Fight club di Palahniuk Chuck
Maggio 15, 2008

Fight Club (1996) è il primo romanzo pubblicato dall’autore statunitense Chuck Palahniuk. Il regista David Fincher ne ha inseguito tratto un omonimo film di culto. Alla luce del film, il romanzo ha acquisito molta popolarità e critiche, soprattutto per l’esplicita raffigurazione della violenza e per lo stampo nichilistico.
La trama ruota intorno ad un anonimo protagonista che lotta con il suo crescente disagio nei confronti del consumismo e con l’ambizione della cultura statunitense verso la mascolinità. Per combattere questa situazione, crea di nascosto un club di pugilato come forma radicale di psicoterapia.
Tyler Durden è un giovane che si trascina in una vita di bugie e fallimenti, disilluso dalla cultura vacua e consumistica che impera nel mondo occidentale. Sua unica valvola di sfogo sono gli incontri clandestini di boxe nei sotterranei dei bar. Tyler crede di aver trovato una strada per riscattare il vuoto della propria vita, ma nel suo mondo non c’è posto per alcuna regola, freno, o limite.
Questo è uno dei miei libri preferiti, letto e riletto e straletto più volte. Non si può farne a meno!
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Giugno 6, 2009 at 5:37 pm
La storia inizia sul ciglio del tetto di un grattacielo che sta per saltare in aria,con il protagonista che non riesce a parlare per via della pistola che il suo amico Tyler Durden gli tiene premuta in bocca “con un pistola in bocca e la canna tra i denti si riesce a parlare solo a vocali”. La voce narrante del protagonista ci racconta, con ampi e movimentati flash-back,come si sia cacciato in questo pasticcio. Ex bravo ragazzo,ex impiegato modello ma affetto da insonnia permanente,assiduo frequentatore di gruppi di sostegno per malati terminali “Dato un lasso di tempo abbastanza lungo,per tutti la percentuale di sopravvivenza precipita a zero”,la sua vita viene stravolta quando incontra Tyler Durden, personaggio enigmatico,ambiguo,selvaggio e dannato quanto coraggioso,pieno di vita e di idee,ribelle per scelta e leader per vocazione che lo trascina a combattimenti clandestini notturni nei sotterranei di bar della periferia dove la vita comincia finalmente a sembrargli avere un senso. Scritto con uno stile scorrevole e veloce, il romanzo è punteggiato da un umorismo a volte nero e a volte demenziale ma sempre fulminante, condito di dialoghi brucianti e naturalmente dalla pseudo-filosofia del misterioso Durden e dalle sue enciclopediche conoscenze “alternative” (dalla produzione domestica di esplosivi all’uso degli acidi nell’industria cosmetica). La storia, cruda e violenta in alcune scene e tenera e disarmante in altre,cattura il lettore e lo trascina, insieme al protagonista, in una escalation di violenza,in verità più minacciata e celebrata che reale,interpretata come catarsi,liberazione,salvifica rottura degli schemi così come era stato il viaggio per i profeti della Beat Generation. E così,magari solo per un attimo, anche il lettore finisce con il credere al seducente e perverso sogno di Tyler. – NB: Nel leggere la faccenda della pistola in bocca che permette di parlare solo a vocali vi siete ficcati un dito in bocca e avete provato? Siete prevedibili. Volete venire ad un incontro, Sabato sera? S.G.